Dalla facoltà di Scienze politiche di Macerata alle Nazioni Unite. Renata Tallarico, 27 anni, si è laureata in Relazioni Internazionali tre anni fa. Da febbraio lavora a Mbabane, capitale dello Swaziland, piccolo stato al confine con il Sudafrica. È stata arruolata per un anno dallo United Nations Population Fund, una delle tante agenzie dell’Onu, nell’ambito di un programma finanziato dal governo italiano. In Swaziland, dove il 42% della popolazione fertile è affetta dal virus dell’Aids, Renata si occupa di progetti di prevenzione dell’Hiv fra i più giovani. Nel palazzo delle Nazioni Unite in cui lavora, è l’unica italiana. In tutta Mbabane i connazionali si contano sulle dita di un mano. “All’inizio – ammette – è stato un po’ difficile, però sto vivendo qualcosa di davvero importante. Ti trovi catapultata in un contesto per noi inimmaginabile: sei costretta a rivedere tutte le tue convinzioni”.
Dopo anni di studi teorici (Renata è anche iscritta ad un corso di dottorato in diritto internazionale, sempre all’Università di Macerata), l’esperienza in Africa le è servita a verificare sul campo quello che prima ha imparato sui libri. “In realtà – racconta – la realtà che ti trovi ad affrontare nel lavoro di tutti i giorni è ben diversa da quello trovi sui manuali. Certo è che gli studi fatti mi hanno prima di tutto aiutata a capire quale era la mia strada, poi ad avere l’apertura mentale e gli strumenti necessari ad affrontare la realtà. Può sembrare un luogo comune, ma è vero che la multidisciplinarietà di Scienze politiche ti dà una mano a comprendere la complessità del mondo di oggi”.
Giancarlo Falcioni
