• Tra i miei interessi di ricerca rientra quello particolarmente stimolante del funzionamento del sistema del diritto, considerato dal punto di vista sociologico. Più nello specifico, sto seguendo un percorso di analisi teorica ed empirica rivolto a mettere a fuoco i sistemi dei rapporti tra gli attori della giustizia penale - magistrati requirenti e giudicanti, avvocati difensori e di parte civile, funzionari delle cancellerie. Il progetto di ricerca è ideato e condotto in stretta collaborazione con David Nelken, professore ordinario di chiara fama, docente presso la nostra Facoltà.

    Ci siamo avvalsi delle testimonianze di prima mano provenienti da molti attori giuridici, che abbiamo raccolto attraverso interviste in profondità condotte presso sei sedi giudiziarie dislocate in diversi contesti territoriali del Paese, per mettere in evidenza come, nella realtà quotidiana del funzionamento della giustizia, norme e prassi si possano rivelare non sempre del tutto coincidenti e conseguenti.

    In particolare, per quanto riguarda il sistema penale italiano, al di là delle previsioni normative, alcuni comportamenti degli operatori concorrono a rendere meno netti i contorni del principio costituzionale della piena obbligatorietà dell’azione penale. Tra i principali fattori ai quali sono da ricondurre simili discrasie, abbiamo individuato la cronica scarsità di risorse disponibili a fronte di carichi di lavoro rilevanti presso moltissime sedi giudiziarie, condizione pressoché unanimemente riconosciuta. A questa situazione contingente, che si ripercuote tra l’altro sull’annoso problema dell’eccessiva durata dei procedimenti, si ricollegano importanti carenze presenti sul piano organizzativo, alle quali le “buone prassi” attuate individualmente o collettivamente dagli attori cercano di porre rimedio. Altri aspetti in gioco sono le influenze esercitate dalle differenze individuali e/o dalle appartenenze a gruppi professionali (in particolare, la categoria dei magistrati e quella forense). Non vanno trascurati neppure gli effetti delle rivendicazioni di interessi specifici da parte di singoli attori o di loro categorie che, non necessariamente con secondi fini, mirano a manovrare le situazioni critiche presenti a livello sistemico (ad esempio, avvocati difensori che, con i loro assistiti, si adoperano per allungare i processi con il fine ultimo del raggiungimento della prescrizione; magistrati che utilizzano gli spazi aperti dell’ordinamento per avere mano più libera nell’organizzazione del lavoro).

    In estrema sintesi, se si segue una prospettiva di tipo socio-giuridico, i concetti di obbligatorietà e discrezionalità dell’azione penale andrebbero meglio compresi attraverso una loro contestualizzazione, dal momento che rappresentano il risultato di un processo di costruzione sociale.

    Nell’ambito della cosiddetta “società civile” e nell’agenda della politica è quanto mai all’ordine del giorno il dibattito circa possibili riforme dell’ordinamento penale, con un’attenzione specifica alle delicate questioni dell’obbligatorietà dell’azione penale e del ruolo dei diversi attori coinvolti nel procedimento.

    Dalle evidenze prodotte attraverso le nostre attività di ricerca possiamo concludere che per elaborare progetti di modifica del sistema è imprescindibile avere cognizione di come si muovono gli attori del diritto ed essere in grado di avanzare previsioni sugli esiti dei cambiamenti che ci si propone di introdurre, anche alla luce delle caratteristiche che fanno capo ai singoli contesti territoriali locali. Il nostro contributo è rivolto soprattutto a restituire un quadro descrittivo dei fenomeni analizzati, ma non secondariamente vuole sollevare alcune importanti questioni circa il funzionamento concreto del sistema penale. Anche se siamo consapevoli che molti degli interrogativi fin qui proposti restano aperti e meritano di essere indagati ulteriormente.

    Molti risultati emersi dalla ricerca che presentiamo sono confluiti in una monografia dal titolo “Tra il dire e il fare. Obbligatorietà dell’azione penale e comportamenti degli attori giuridici”, di cui sono autrice e pubblicata quest’anno dalle Edizioni Università di Macerata (EUM).

    Link al sito delle Edizioni Università di Macerata (EUM) con l’indice e la presentazione del volume: http://www.unimc.it/ceum//book/2009/Zanier.html

    Maria Letizia Zanier

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    Questo articolo è stato scritto giovedì 24 settembre 2009 alle 10:09 ed è inserito all'interno di La Facoltà: didattica e ricerca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, oppure tramite trackback dal tuo sito.
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