• Scrivo con particolare piacere questa testimonianza pensando a quante volte ci siamo detti: non si finisce mai di imparare,  magari accorgendoci con sorpresa  di non sapere qualcosa. Sarà anche una frase fatta, ma esprime una profonda verità, perché l’esigenza e la volontà di apprendere non si esauriscono con il passar del tempo. È noto a tutti come  l’esplosione di internet abbia  contribuito alla diffusione  di nuove modalità  di formazione, centrate sulla  condivisione  e sulla distribuzione del sapere attraverso l’utilizzo di luoghi virtuali svincolati dai tradizionali limiti di spazio e di tempo. L’avvento degli strumenti del Web 2.0, che valorizza la dimensione sociale  della rete,  ci costringe a fare i conti con realtà più fluide, reticolari, con sistemi formativi che  pongono  al centro del processo cognitivo la persona,  stimolandola a divenire soggetto attivo e partecipe della propria crescita umana e professionale. Grazie alla continua evoluzione, l’apprendimento a distanza cerca di sfruttare appieno le potenzialità delle tecnologie di rete e  impone di ragionare sul rapporto esistente tra strumenti e contenuti didattici, sulla relazione  tra e-learning  e knowledge management.

    Due anni e mezzo fa, dopo un corso di specializzazione per tutor online, decisi di  spingermi oltre  frequentando il Master in Open Distance Learning della Facoltà di Scienze della Formazione di Macerata. Dal punto di vista didattico, comunicativo e relazionale, nel corso delle predette esperienze formative il clima generale è sempre stato molto positivo.  Ho avuto  l’impressione che ogni corsista avesse ottimi rapporti  con i colleghi e che la ricchezza del gruppo fosse costituita dalla varietà del background culturale individuale. Il bilancio di entrambe le esperienze  risulta  altamente gratificante sotto il profilo dell’arricchimento  culturale e della maturazione. Soprattutto nelle fasi iniziali ho avuto modo di notare come gli stili operativi  fossero numerosi. Oltre alla competenza dei docenti è emersa in maniera significativa la figura del tutor, fondamentale nel compito di facilitare il raggiungimento degli obiettivi che ciascuno di noi si era prefisso, cioè saper moderare  le discussioni e  organizzare il lavoro di gruppo.  Anche se tutor e studenti non si incontreranno mai  fisicamente, è pur vero che esistono nell’ambiente di apprendimento  spazi di comunicazione ad hoc (e- bacheca, web forum, web chat).  È anche lì che si svolge  il corso e che si attua il processo di apprendimento e di socializzazione.

    Nei contesti formativi online è importante che ogni corsista abbia la sensazione di non essere solo davanti al computer, ma di avere dall’altra parte degli interlocutore reali, in carne e ossa: il tutor, i docenti, i compagni di corso. Oggi, dopo aver maturato sul campo queste esperienze formative come discente,  mi trovo a ricoprire  il ruolo del tutor online per la facoltà di Scienze Politiche di Macerata.  Dopo un  biennio di attività svolto con grande passione posso  affermare che il tutor, oggi,  è un professionista: grazie alla tecnologia e alla flessibilità dei mezzi a disposizione  può interagire prontamente. D’altra parte  non è affatto semplice svolgere sempre al meglio questo compito, che significa spendersi in prima persona  mettendo in gioco competenze e abilità comunicative, relazionali, didattiche.  Una funzione così articolata  non può certo essere né  improvvisata, né tanto meno  garantita da una pur alta dose di passione e motivazione personale. A mio avviso, è indispensabile possedere attitudine all’uso  di peculiari strategie didattiche, di tecnologie informatiche, nonché promuovere lo scaffolding e il contatto personale-comunicativo.  È  proprio grazie alla capacità di entrare in sintonia con i singoli studenti che  si riesce  a creare un’empatia in rete, attraverso  un lavoro costante, attento, delicato, ma vitale per il buon esito del corso.  Utilizzando una metafora sicuramente abusata,  mi piace immaginare l’attività di tutoraggio inserita  in una sala di specchi, per dare l’idea  delle molteplici interazioni ma anche delle distorsioni a cui si può andare incontro. Ho ritenuto necessaria la puntualizzazione  perché credo sia utile  focalizzare il discorso  su questa nuova figura professionale,  che costituisce a tutti gli effetti un elemento integrato nella pratica formativa a distanza. Ho tratto spunto dalla mia esperienza personale per porre in primo piano l’attività del tutor online.  Essendo  l’oggetto della discussione  piuttosto complesso, non ho qui la pretesa di effettuare  una trattazione esaustiva, bensì  fornire un modesto contributo a virtuali  interlocutori. Vorrei concludere con una valutazione. Il clima sereno, la complementarietà delle competenze dei partecipanti e il supporto dei tutor e dei professori sono i tre elementi che hanno contribuito al successo delle attività formative in rete. La grande disponibilità  e professionalità  dei docenti  e del personale  dell’Ufficio organizzazione della facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Macerata hanno reso possibile tale successo, che si auspica possa registrarsi anche negli anni futuri,  a tutto beneficio degli studenti .

    Giorgio Feliziani

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    Questo articolo è stato scritto martedì 15 dicembre 2009 alle 17:38 ed è inserito all'interno di La Facoltà: didattica e ricerca. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, oppure tramite trackback dal tuo sito.
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