Il 2 dicembre scorso si è svolto il seminario su “Circolazione e scelta dei diritti in Europa”, tenuto dal professor Matteo Gnes (Università di Urbino) e promosso nell’ambito del Dottorato di ricerca in “Storia, politica e istituzioni dell’area euro-mediterranea nell’età contemporanea” (Coordinatore prof. Ventrone) e della cattedra di diritto dell’ambiente (prof.ssa Elisa Scotti).
La progressiva crisi dei confini dello Stato, che subiscono i condizionamenti dell’economia globale e vengono perforati dalle norme di origine sovranazionale ed internazionale, ha portato allo sviluppo non solo di un mercato che appare sempre più insofferente a confinazioni spaziali, ma anche di un sistema giuridico globale, caratterizzato da pluralità delle fonti del diritto, fluidità, pluralità degli interessi e delle forme di composizione, apertura laterale degli ordinamenti, sviluppo di arene pubbliche.
In questo sistema i diritti possono circolare ed essere utilizzati e sfruttati dai soggetti più abili, anche in sostituzione del diritto nazionale meno favorevole. Il fenomeno, che è da tempo utilizzato dalle imprese, consente anche a singoli cittadini di trarre vantaggio dalla migrazione in un altro paese.
Per illustrare il fenomeno, nel seminario sono stati presentati un caso relativo alla costituzione di una società (caso Centros), e due casi relativi alla libera circolazione delle persone in ambito europeo. Il primo (caso dell’idraulico polacco) mostra i vantaggi per i lavoratori ed i cittadini europei e le conseguenti paure. Il secondo (caso Akrich), mostra come il diritto comunitario possa essere sfruttato per consentire l’immigrazione (di cittadini extracomunitari parenti di cittadini europei) anche nei caso in cui il diritto nazionale non la consentirebbe.
Matteo Gnes
