Se ne parlava da tempo e quella che sembrava solo un’ipotesi ora sta per diventare realtà. L’Università di Macerata e quella di Camerino stanno procedendo verso un’integrazione dei loro servizi e della loro offerta formativa. Nessuna fusione, ma soltanto un percorso comune per tentare di essere più competitivi rispetto ai grandi atenei italiani ed europei. Una bozza di accordo è stata siglata il 28 novembre scorso a Roma, negli uffici del Ministero dell’Istruzione. A firmare l’intesa, i rettori dei due atenei (Roberto Sani per Macerata e Fulvio Esposito per Camerino) e il presidente della Provincia Franco Capponi. E’ stato così fissato un periodo di cinque anni entro il quale le due Università potranno definire i termini dell’integrazione delle rispettive offerte formative.
All’interno di questo quadro, i due atenei manterranno comunque la loro autonomia. Il percorso di integrazione è anche il prodotto dei paletti che saranno imposti dalla riforma voluta dal ministro Mariastella Gelmini, che obbligherà tutte le Università a rivedere la loro organizzazione interna e a chiudere i corsi e le sedi distaccate che non raggiungono la soglia minima di iscritti. La bozza di accordo ha avuto a inizio dicembre il via libera sia del consiglio provinciale che del Senato accademico dell’Università di Macerata.
Alcune delle novità introdotte dall’intesa riguardano proprio la Facoltà di Scienze Politiche di Macerata, in quanto è proprio nella sede di Macerata che verrà concentrata l’area delle scienze politiche di entrambi gli atenei. La ratio del provvedimento è di eliminare ogni sovrapposizione nell’offerta formativa di due atenei che distano poche decine di chilometri l’uno dall’altro. Si procederà inoltre al coordinamento delle Scuole Giuridiche dei due Atenei, prevedendo all’Università di Macerata un percorso ‘standard’ di Laurea Magistrale a ciclo unico e all’Università di Camerino una Law School, ovvero una Scuola di Giurisprudenza con un percorso altamente differenziato e caratterizzato professionalmente.
Con l’accordo sottoscritto al Ministero, viene creato il Comitato paritetico per l’Università nelle Marche (CUM), che sarà inizialmente composto da Provincia di Macerata, Università di Camerino e Università di Macerata. Entro sei mesi dalla costituzione potranno essere ammessi altri soci, come Regione, altre Università, enti locali, fondazioni, banche, Camere di commercio. Dal Ministero arriveranno 700mila euro annui per i prossimi cinque anni. La cifra sarà divisa equamente tra Macerata e Camerino. Allo stesso tempo, non ci saranno tagli al fondo di finanziamento ordinario per il quinquennio. Quanto alla Provincia, impegnerà 100mila euro quest’anno e 300mila a partire da quest’anno.
Giancarlo Falcioni
